Con questa newsletter prende il via la rubrica “Uno studio in rosso” condotta da Valentina Albrino,  Social Media Manager di Creativa, dedicata ai mutamenti e alle innovazioni della comunicazione digitale.

 

L’avvento del nuovo Apple Vision Pro e di dispositivi simili di realtà virtuale e realtà aumentata ha scatenato un dibattito acceso sulla loro reale utilità e impatto nella vita quotidiana. Mentre le promesse di esperienze immersive ci catapultano in una dimensione non diversa da quella del film Ready Player One di Steven Spielberg, è essenziale provare ad esaminare attentamente i pro e i contro di questa tecnologia rivoluzionaria.

Tra i pro possiamo annoverare le esperienze immersive capaci di trasformare il nostro modo di interagire con il mondo, offrendo esperienze visive uniche e coinvolgenti, ma anche applicazioni multisettoriali: dai giochi alle applicazioni aziendali, dalla formazione alla progettazione, dalla medicina al marketing, la VR così come l’AR possono rivoluzionare numerosi settori e ambiti andando a migliorare i limiti umani.

Però non tutto è oro ciò che luccica.

La VR solleva sia preoccupazioni tecniche che etiche. Quelle tecniche probabilmente verranno abbattute nel corso del tempo, come i costi elevati, la qualità delle immagini, la resistenza all’usura, la durata delle batterie. Per quanto riguarda i problemi etici, invece, questi sono sicuramente più complessi. Per esempio la preoccupazione per la privacy, con la possibilità di raccogliere dati sensibili sugli utenti attraverso le interazioni quotidiane. Ma anche per il crescente isolamento sociale: mentre questi dispositivi promettono esperienze straordinarie, c’è il timore che il loro utilizzo eccessivo possa portare all’isolamento individuale, sostituendo le interazioni umane tangibili con mondi digitali.

La sfida è trovare un equilibrio tra l’esplorazione delle nuove frontiere della tecnologia e il mantenimento di un sano tessuto sociale che ci rende unici come esseri umani.

Guardando alla profezia dei Simpson sulla realtà virtuale nel 2016, una domanda sorge spontanea: possiamo fare qualcosa per evitare le situazioni che hanno previsto, o dobbiamo solo aspettare il prossimo episodio e sperare che non siano così precisi?